Data di pubblicazione: 21/06/2010
Nel corso della recente Assemblea nazionale di Confartigianato, l'Ufficio Studi confederale ha presentato il rapporto "Alla ricerca del Pil perduto", una fotografia del momento di passaggio più delicato, che proprio ora stiamo vivendo, dalla fase acuta della crisi alla possibile ripresa, momento in cui si decidono le scelte per risalire la china e migliorare la capacità produttiva delle imprese e del sistema Paese.
Una sezione dell'articolato e dettagliato lavoro riguarda "l'Indice della Qualità della Vita dell'Impresa" con il quale viene misurata la capacità di ciascun territorio provinciale di mettere a disposizione le migliori condizioni per fare impresa.
Come per la precedente rilevazione del 2009, l'analisi si basa sull'esame di 42 indicatori raggruppati in 11 ambiti principali: densità imprenditoriale, mercato del lavoro, pressione fiscale, concorrenza sleale del sommerso, burocrazia, credito, tempi della giustizia civile, legalità e conflittualità, utilities e servizi pubblici locali, capitale sociale del territorio e infrastrutture.
Rispetto ad un anno fa la provincia di Cremona ha fatto un balzo di 4 posizioni, passando dal 33° posto del 2009 al 29° odierno e migliorando di 10 punti (655 contro 645) l'indice della qualità della vita calcolato da 100 a 1000.
Nonostante questa performance positiva la nostra provincia rimane al terz'ultimo posto tra tutte quelle lombarde, precedendo solo Lodi e Pavia.
Va però rilevato come in questi ultimi dodici mesi i territori lodigiano e pavese abbiano compiuto un'accelerazione più decisa rispetto al cremonese, riducendo di molto le distanze.
Infatti Lodi è passata dal 50° posto al 36°, così come Pavia è risalita di 6 posizioni giungendo al 38° posto dal precedente 44°.
Analizzando la classifica per singoli ambiti, risulta che Cremona occupa la 66° posizione per "densità imprenditoriale" (contro l'88° posizione di un anno fa), e il 14° posto (era 5° nel 2009) per quanto riguarda il "mercato del lavoro", con un lusinghiero 6° posto riferito all'integrazione degli stranieri. La nostra provincia è poi salita dal 50° al 29° posto per quanto riguarda la "pressione fiscale" (mantenendo però la preoccupante 87° piazza per quanto concerne l'addizionale provinciale sull'energia elettrica), mentre perde 6 posizioni (27° contro 21° di un anno fa) nell'ambito riferito alla "concorrenza sleale del sommerso". Per quanto riguarda la "burocrazia e i rapporti con la pubblica amministrazione" Cremona si conferma attorno al quarantesimo posto (42 contro 41 e terz'ultima in Lombardia), mentre si piazza nella "top ten" (10° dopo essere stata 12° l'anno precedente) per quanto riguarda il "credito", con un 8° posto condiviso a livello regionale per l'indicatore riferito al "tasso di interesse a breve per le imprese" e un 4° per quanto concerne gli "sportelli bancari ogni 1000 unità locali". Per quanto riguarda i "tempi della giustizia civile" il nostro territorio perde 7 posizioni (36° posto contro 29°), così come scende di 8 posti (era 27° ed nel 2010 è 35°) per quanto riguarda "legalità e conflittualità". Tracollo di dieci posizioni (dal 20° al 30° posto) per Cremona nell'ambito "utilities e servizi pubblici locali", mentre si conferma ad un eccellente 7° posto per quanto riguarda "capitale sociale del territorio". Infine ancora una desolante 51° piazza (nonostante un avanzamento di 4 posizioni) per quanto riguarda la dotazione infrastrutturale.
Nella classifica per Regioni la Lombardia nel 2010 si piazza al 6° posto con un indice pari a 653 punti, peggiorando il 5° posto del 2009 che era stato ottenuto grazie ai 658 punti dell'indice della qualità della vita.